Simulazione · Un gioco di CUBE4ARTS
Minimal Factory
14 luoghi reali e vivaci, tutti con cinque regolatori: acciaierie, cokeria, miniere, gasometro, porto, laminatoio, ascensore per navi, tessitura, fornace di laterizi, l’Opel-Werk I e una fabbrica del futuro. Ogni modifica mostra subito cosa si produce, vende e guadagna. Gratis nel browser.
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Minimal Factory
In Minimal Factory guidi 14 luoghi reali della Renania Settentrionale-Vestfalia dove tutti sono al lavoro, su un terreno reale ricavato da dati altimetrici ufficiali, ogni forma un blocco. Niente ordini né round: tutti hanno gli stessi cinque regolatori: investimento («Investment»), personale («Workforce»), forniture («Supply»), qualità («Quality») e mercato («Market»). Ogni modifica mostra subito produzione, vendite, piazzale e risultato al giorno («Result per day») in euro; 10 secondi sono una giornata di lavoro. L’investimento amplia ogni luogo a vista: fino a tre altiforni alla Henrichshütte di Hattingen, come negli anni Sessanta, quattro linee all’Opel-Werk I di Bochum-Laer, tre in una fabbrica del futuro («Future factory») ispirata allo stabilimento Mercedes-Benz di Düsseldorf; altrove batterie di forni a coke, pozzi, lavatoi, altiforni, compressori, banchine con gru, treni di laminazione, ascensori e chiuse, gallerie, sale di tessitura o forni anulari. I monumenti veri si animano, i piazzali si riempiono, e treni, camion, navi e condotte viaggiano secondo le quantità. Ovunque lavorano persone e macchine; se alla Henrichshütte qualcosa si guasta, il settore lampeggia di rosso e accorrono i manutentori. Gli stabilimenti di veicoli mostrano la produzione dall’interno, dal coil al primo avviamento; la fabbrica del futuro celle robotizzate, veicoli a guida automatica, droni e un cane robot. Una visita guidata («Factory tour») passa ad altezza d’occhi di stazione in stazione.
L’ambiente non è inventato: terreno, edifici, alberi, strade e binari provengono dai dati altimetrici ufficiali di Geobasis NRW e da OpenStreetMap. Gli impianti sono interpretazioni autonome e semplificate basate su informazioni pubbliche: cifre e prezzi come ordine di grandezza, tempi molto accorciati, capannoni e processi interpretati; non una simulazione fedele dell’esercizio, e senza alcuna collaborazione con i luoghi citati. La vera Henrichshütte, fondata nel 1854, ultima colata nel 1987, oggi è il LWL-Museum Henrichshütte. All’Opel-Werk I la prima Kadett A uscì dalla linea nel 1962, l’ultima auto nel 2014; i capannoni sono stati demoliti e oggi l’area si chiama MARK 51°7. Lo stabilimento Mercedes-Benz di Düsseldorf costruisce furgoni dal 1962 ed è in attività. Ogni introduzione racconta passato e presente in «The real site» (il luogo reale), con le fonti. Il gioco esiste in tedesco e in inglese; nelle altre lingue appare in inglese, per questo qui i suoi termini sono in inglese. Gira direttamente nel browser: niente download, niente app, niente registrazione.
Trailer
Si gioca ovunque
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Desktop
Trascina: ruota, tasto destro: sposta, rotellina: zoom, clic: scegli. 0 «Works», cifre: riquadri (Henrichshütte 1–4, H «furnace», Spazio «taphole»; stabilimenti auto 1–6, T «Factory tour»; altri 1–4). In «Works» frecce: regolatori; Tab e Invio: pulsanti; O «overview»; Esc: pannello, poi menu.
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Smartphone: stabilimento e gesti
Tocca «Works»: in alto la catena dello stabilimento, sotto i cinque regolatori e, in grande, il risultato al giorno. Trascina per ruotare, due dita per spostare, allarga per lo zoom; tocca il vuoto per chiudere. In verticale e orizzontale, senza app.
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Smartphone: postazioni e rapporto
Tocca una macchina, un settore o un capannone: compare ciò che lo riguarda; nelle schede «Factory tour» avvia la visita. Alla Henrichshütte prendi una postazione del dock «By hand» (a mano), poi «Hand to foreman» (al caposquadra). La riga in alto dice cosa non va, con risultato e piazzale.
14 luoghi, tutti giocabili
Ogni luogo ha gli stessi cinque regolatori e un compito suo, da «run the works» (dirigere) a «fire bricks» (cuocere mattoni). Dodici in immagine; giocabili anche, senza immagine qui: Opel-Werk I · Bochum-Laer e Mercedes-Benz Werk · Düsseldorf (fabbrica del futuro).
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01 Henrichshütte · Hattingen
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02 Kokerei Hansa · Dortmund-Huckarde
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03 Zeche Zollern · Dortmund-Bövinghausen
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04 Zollverein · Essen
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05 Hüttenwerk Meiderich · Duisburg-Nord
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06 Gasometer · Oberhausen
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07 Hafen Ruhrort · Duisburg
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08 Bruckhausen · Duisburg
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09 Schiffshebewerk Henrichenburg · Waltrop
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10 Zeche Nachtigall · Witten
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11 TextilWerk · Bocholt
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12 Ziegelei · Lage
Come si gioca
- Scegli uno dei 14 luoghi nella pagina iniziale: tutti sono giocabili, ognuno con il suo compito, per esempio «run the works» (Henrichshütte), «build cars» (Opel-Werk I, costruire auto), «build vans» (Mercedes-Benz Werk, costruire furgoni), «make coke» (Kokerei Hansa, fare coke) o «lift ships» (Henrichenburg, sollevare navi). Prima di iniziare, l’introduzione mostra «The real site» con le fonti.
- Niente ordini né round: tocca «Works». I 14 luoghi hanno gli stessi cinque regolatori, la catena «Suppliers → Plant → Good → Stockpile → Market» (fornitori, impianto, prodotto, piazzale, mercato) e, in grande, il «Result per day» in milioni di euro, nei luoghi piccoli in migliaia («k €»). L’economia corre veloce: 10 secondi sono una giornata.
- «Investment» amplia l’impianto: Opel-Werk I da 1 a 4 linee, fabbrica del futuro da 1 a 3, Henrichshütte da 1 a 3 altiforni. Negli stabilimenti di veicoli più soldi costruiscono linee sull’area nord, meno le fanno sparire; ogni linea costa ogni giorno. Negli altri luoghi si aggiungono, a seconda del posto, batterie di forni a coke, pozzi, lavatoi, compressori, banchine con gru, treni di laminazione, ascensori e chiuse, gallerie, sale di tessitura o forni anulari; i monumenti veri, come gli altiforni di Meiderich, si animano.
- «Workforce» in cinque livelli: da 2.000 a 10.400 all’Opel-Werk I, da 1.200 a 6.000 nella fabbrica del futuro, da 3.500 a 13.000 alla Henrichshütte. Troppo pochi e le linee si fermano («Too few people», poca gente); troppi e si pagano salari senza produzione.
- «Supply» «tight», «normal» o «double» (scarse, normali, doppie): se non bastano, il magazzino pezzi si svuota e poi manca materiale. «Quality» «low», «normal» o «high» (bassa, normale, alta): meno scarti costano controlli e manutenzione; alla Henrichshütte poca qualità vuol dire anche più guasti, che lampeggiano di rosso.
- «Market» «slump», «normal» o «boom» (crisi, normale, boom): la domanda viene da fuori. Se produci più di quanto si vende, il piazzale cresce; quando è pieno, l’eccedenza va via con il 40 % di sconto. Se produci troppo poco, prima il piazzale copre la differenza, poi si perdono ordini.
- La riga in alto dice cosa non va – «It fits», «Too few people», «Material missing», «Too much built» o «Market wants more» (va bene, poca gente, manca materiale, troppa produzione, il mercato vuole di più) – e la catena incornicia quel punto in arancione; in più risultato, cassa e gli ultimi otto giorni. Un’acciaieria rende solo con i volumi: prova un secondo altoforno.
- Alla Henrichshütte il caposquadra guida le postazioni 1 «Blowers» (soffianti), 2 «Stoves» (cowper), 3 «Burden» (carica) e 4 «Tapping» (colata) dell’altoforno 3. Se intervieni, la postazione passa da «Foreman runs it» (guida il caposquadra) a «By hand» finché lui non riprende; «Hand to foreman» gliela restituisce subito.
- «Factory tour» all’Opel-Werk I e nella fabbrica del futuro: il pulsante nelle schede o il tasto T la avvia. La telecamera attraversa i capannoni di stazione in stazione – 16 a Bochum, 10 a Düsseldorf –, con una frase per ciascuna. ◀ ▶ avanti e indietro, ❚❚ pausa, ✕ fine.
Minimal Factory
14 luoghi reali e vivaci, tutti con cinque regolatori: acciaierie, cokeria, miniere, gasometro, porto, laminatoio, ascensore per navi, tessitura, fornace di laterizi, l’Opel-Werk I e una fabbrica del futuro. Ogni modifica mostra subito cosa si produce, vende e guadagna. Gratis nel browser.
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